Ocean geoengineering to capture CO2?

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by Gianluca Riccio

Environment

Ocean geoengineering to capture CO2?

The US government takes steps towards making something that sounded like science fiction a reality. On Wednesday, the National Academy of Sciences revealed new research detailing six means of practicing ocean geoengineering in order to trap more carbon dioxide and hold it back for centuries.

Il report (oltre 300 pagine sottoposte a peer-review) esamina una serie di idee. Tra queste, stimolare le correnti elettriche nell’acqua di mare e scaricare ferro nell’oceano per creare fioriture massicce di plancton. Tutte sono ancora in fase iniziale, ma il documento funge da tabella di marcia per sviluppare i progetti e un quadro giuridico per l’eventuale adozione di queste tecniche.

Technical evidence of "seizure"

The generic term for these methods would be "CO2 sequestration", and in these cases it is a real form of geoengineering. We do not have the capacity to implement them at this time. The few methods (all terrestrial) already in the field still cost too much: this new report it analyzes the oceans, what can be considered the largest "well" where to put CO2.

The oceans are absorbing a lot of our pollution. It's getting difficult (I rephrase: impossible) keep global warming below the threshold of 1,5 degrees Celsius (2,7 degrees Fahrenheit) outlined in international agreements. The most studied form of ocean geoengineering is the fertilization with iron, to encourage plankton blooms to absorb carbon. Other techniques, equally familiar, contemplate cultivation of algae and forms of ripristino dell’ecosistema.

Other geoengineering techniques are more imaginative. Among these are l’induzione di upwelling and downwelling artificial, in modo che l’acqua dell’oceano in superficie assorba più carbonio, quindi lo porti giù in profondità. Un altro approccio è mettere calce o altri agenti alcalini nell’oceano. Questo aiuterà a ridurre l’acidificazione degli oceani causata dalla CO2 e renderà più facile per gli oceani assorbire l’inquinamento da carbonio. Il terzo modo è filtrare l’acqua di mare through machinery that would attract and store CO2.

Ambitious geoengineering: the consequences

All of these geoengineering techniques have many obstacles to overcome.

In terms of feasibility: Scaricare il ferro in mare, per esempio, può avere effetti dannosi sulla vita marina e sulla pesca, mentre rimuovere l’anidride carbonica dall’acqua richiederebbe una quantità significativa di elettricità. E molti dubitano della permanenza di questi approcci. Per funzionare, la CO2 sequestrata dovrebbe finire davvero sul fondo marino. Se resta nei primi 3.280 piedi (1.000 metri) dell’oceano tornerà nell’atmosfera annullando tutti gli sforzi. Tutti questi dubbi richiedono ampi approfondimenti.

On the regulatory level: l’accordo di Parigi fornisce un supporto implicito alla rimozione dell’anidride carbonica con diverse menzioni di pozzi di assorbimento del carbonio. Ma altri trattati, come la Convenzione sulla diversità biologica, pongono moratorie di fatto sulla geoingegneria dei mari. Anche qui serve un approfondimento.

Ocean geoengineering

In short (Italian only)

Nel complesso queste difficoltà frenano l’adozione di metodi di geoingegneria sugli oceani, ma non la fermano. E d’altra parte serve prenderli in considerazione (se sicuri, ovviamente): per centrare l’obiettivo, il mondo dovrà rimuovere ogni anno circa 10 miliardi di tonnellate di CO2 dall’atmosfera entro il 2050. Un obiettivo which could cost over 2 billion euros.

L’aspetto economico, a sua volta, conta moltissimo: la cattura della CO2 (anche attraverso la geoingegneria degli oceani) “minaccia” di arricchire in modo pazzesco il settore privato. Intorno ad un’impresa del genere (ripeto: 10 miliardi di tonnellate di CO2 da sequestrare ogni anno) potrebbe nascere un’industria da 1000 miliardi di euro l’anno. un’industria da 1 trilione di dollari all’anno.

Also for this reason the report asks that the “robust” legal framework be established by the legislators, but that the studies also arise from private investments.

Governments will have to set an agenda, involve citizens and above all ensure that with geoengineering the oceans do not become the landfills of this century.